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Recupero acque meteoriche a scopo irriguo

Recupero acque meteoriche a scopo irriguo
Autore: Pompaacquashop.it team Ultimo aggiornamento alle: 20-03-2024 3 min di lettura

Un giardino di pertinenza è un valore per la propria abitazione, che sia una casa singola o un appartamento in condominio. Dopo decenni, in cui il verde è stato visto come un costo, a motivo della gestione e della manutenzione, oggi, invece, inizia a crescere ed affermarsi la consapevolezza che esso sia una risorsa. Allo stesso tempo, il verde per poter vivere e mantenere la sua bellezza nel tempo ha bisogno di un’altra preziosa risorsa: l’acqua, che viene distribuita attraverso l’irrigazione.

Risparmio idrico e recupero dell'acqua piovana

Un progetto di un buon giardino o area a verde condominiale, non può prescindere dalla stretta relazione che c’è tra componente vegetazionale e fabbisogno idrico. Ma, se l’irrigazione è fondamentale a preservare la bellezza del giardino e non vanificare l’investimento iniziale, nulla vieta di optare per soluzioni ecosostenibili volte al risparmio idrico, come il recupero delle acque meteoriche. Recuperare l’acqua piovana significa: in primo luogo, evitare sprechi idrici legati all’impiego di acqua potabile; in secondo luogo, avere a disposizione “acqua di qualità” priva di cloro, di carbonati, cioè calcare e di altri metalli. Inoltre, si alleggerisce la rete di smaltimento fognario, aumentando l’efficienza dei sistemi di depurazione.
 
L’acqua piovana recuperata è una preziosa riserva idrica per i periodi di siccità come l’estate; oltre all’irrigazione potrebbe essere destinata ad altri usi domestici che non necessitano di acqua potabile, come: pulizie, scarico wc, lavatrice, ecc.

Recupero acque meteoriche, come avviene

Un impianto di recupero dell’acqua piovana è un sistema che:

  • immagazzina l'acqua piovana che può essere utilizzata quando e dove serve;

  • è indipendente rispetto a quello di distribuzione dell'acqua potabile.

Il processo di funzionamento di un sistema di recupero delle acque meteoriche può essere così sintetizzato:

  • raccolta dell'acqua proveniente dalla copertura attraverso i pluviali, di tipo tradizionali o sifonici;

  • filtrazione dell'acqua dalla sporcizia per mezzo di filtri, di tipo anti-foglia o autopulenti o non autopulenti e ubicati a monte del serbatoio ;

  • conservazione in serbatoi di accumulo, da interro o fuori terra, in grado di resistere agli sbalzi termici, alla corrosione e all’ossidazione;

  • prelievo dell’acqua con pompe, sommerse o esterne, per convogliarla all’utenza finale: irrigazione o uso domestico.

A questi componenti base si può prevedere di aggiungere:

  • un sistema di smaltimento dell’acqua piovana in eccesso automatico, che convoglia l’eccedenza direttamente nello scarico della fognatura o in un sistema drenante;

  • una centralina di comando.

Recupero acque meteoriche, normativa e agevolazioni

Un sistema di trattamento per il recupero e riutilizzo delle acque meteoriche può essere realizzato a servizio di una singola abitazione o di complessi residenziali formati anche da più palazzine.
Per quanto riguarda le nuove costruzioni la normativa di riferimento è il Dlgs 152/2006 aggiornato al Dlgs 128/2010.
 
La finanziaria 2008 – legge 244/2007, articolo 1, comma 288 – ha disposto che dal 2009 il rilascio del permesso di costruire sia subordinato, oltre che alla certificazione energetica dell’edificio, anche alle caratteristiche strutturali dell’immobile finalizzate al risparmio idrico e al reimpiego delle acque meteoriche. Inoltre, alcune regioni hanno legiferato in modo ancor più preciso.
 
Un intervento di realizzazione di sistema di recupero dell’acqua piovana è incentivato dal bonus verde: la detrazione fiscale per la sistemazione a verde introdotta con l’obiettivo di incentivare la riqualificazione di giardini e parti comuni per migliorare la qualità degli ambienti urbani.